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Storia del Libano
> Libro: Il Libano - Visto dall'obiettivo di Munir Nasr

Costeggiante il Mediterraneo, questo paese di 10452 Km2 è situato all'incrocio di tre continenti: L'Europa, l'Asia e l'Africa. Focolare storico dei Fenici, commercianti semiti la cui attivita marittima e sbocciata per piu di 2000 anni (verso 2700 – 450 a.C.), il Libano e conosciuto per la sua ricchissima eredita ed il suo fascino particolare che, durante tutte le eta ha attratto viaggiatori, turisti e conquistatori. Attraverso la sua storia, fu dominato da parecchie potenze, dai Babilonesi, Assiri, Egiziani e Persiani fino algi Ottomani ed ai Francesi passando per i Greci, Romani, Bizantini, Mammalucchi e Crociati. Molte volte conquistato, il Libano non e stato mai sottomesso: attraverso la loro lotta per l'indipendenza e la liberta, i libanesi sono fieri delle loro molteplici ribellioni contro i governatori dispotici. Algi albori della storia, la presenza del Libano fu quella di un gruppo di citta costiere e di un hinterland riccamente boscoso. Durante i periodi greco, romano e bizantino le citta della Fenicia erano il focolare di un'attivita economica ed intellettuale fiorente. Si svilupparono particolarmente grazie alla “ Pax Romana” durante la quale gli abitanti delle principali citta fenicie (Byblos, Beryte, Sidone, e Tiro) beneficiarono della cittadinanza romana. Inoltre, gli scambi commerciali e marittimi delle citta costiere fenicie conobbero una fioritura continua per parecchi secoli.

Il fascino incantevole del Libano gli valse di attirare la brama di parecchi popoli e di trasformarsi in rifugio per molti altri che fuggivano il dominio dei conquistatori. Dopo la caduta dell'Impero ottomano (alla fine della Prima Guerra Mondiale), la Lega delle Nazioni stabili le frontiere attuali del Libano sotto il mandato francese. Durante suddetto periodo, i libanesi cominciarono a rivendicare la loro indipendenza ed elaborarono nel 1926 la Costituzione che concesse la parita dei diritti politici alle varie comunita religiose del Paese.

Tuttavia, il Libano fu teatro di agitazioni politiche quasi continue sin dalla sua indipendenza nel 1943. Intanto, Beirut aveva guadagnato importanza come centro regionale per la finanza ed il commercio. Parecchie rivolte esplosero negli anni 1940 – 1950; e solo nel corso degli anni sessanta che il Libano Conobbe un periodo di calma relativa, durante la quale Beirut ha conosciuto una certa prosperita nei settori turistici e bancari. Parecchi focolai di tensione esplosero all'inizio degli anni 1970, conducendo purtroppo alle ostilita del 1975 ed ad una guerra micidiale. Il Libano fu trascinato in un circolo vizioso di conflitti regionali ed internazionali da libanesi intromessi fino al 1990, anno dell' avviamento della ricostruzione del Paese. Simile alla fenice, la citta di Beirut rinasce una volta di piu, dalle proprie ceneri.

Beirut oggi

Essere sopravvissuta ad un decennio e mezzo di guerra continua valse a Beirut il diritto di essere chiamata"la citta che non muore mai". Sfidando la distruzione ed il caos caratteristiche del periodo anteriore, la ricostruzione di Beirut e un simbolo di rinascita all'alba del XXI secolo. Vari scavi archeologici condotti dalla Direzione Generale delle Antichita riportarono alla luce vestigia inestimabili che risalgono ai periodi fenicio, romano, persiano, bizantino ed ottomano. La perla del Libano e del Medio Oriente ha riannodato, oggigiorno, con la propria prosperita di un tempo ed e tornata ad essere teatro di attivita fiorenti nei settori del commercio, delle operazioni bancarie e della finanza, non ultima la vita notturna animata che attrae turisti e gente del posto. Difatti, ristoranti, bar, teatri sale cinematografiche e centri commerciali fanno legione in questa citta che non dorme per cosi dire mai. Non bisognerebbe dimenticare tuttavia gli hotel lussuosi che, lungo tutto l'anno, accolgono persone in cerca di un soggiorno rilassante nel Paese.

il lungomare “la corniche”

Una passeggiata lungo la strada panoramica, “al-Manara” (il faro), tra Raouche e Ras-Beirut vicino alla Grotta dei piccioni, e un modo piacevole di passare il tempo nei pressi del Mediterraneo. Luogo di incontro popolare, “la Corniche” e fiancheggiata di ristoranti e di caffe in una zona ritmata da un viavai dei venditori di caffe, di mais o di gallette tradizionali.

Il viale di Generale De Gaulle e un sito panoramico in cui la via dei passeggiatori, dei carridori e degli “sportivi” incrocia quella delle coppie abbracciate contemplanti l'orizzonte. Di fronte al promontorio roccioso si drizza la Grotta dei piccioni, simile a due sentinelle che proteggono la sponda. Staccati dal promontorio in seguito ad un violento terremoto che scosse la regione, queste celebri rocce sono ancorate nel mare e devono la loro forma all'azione incessante delle onde. Un giro in canotto permette di esplorare piu da presso questa meraviglia della natura e le piccole grotte scavate da un'erosione continua.

gli scavi archeologici

Le orme cananee, fenicie, romane e bizantine riportate alla luce prima della guerra dovettero aspettare molto tempo prima di essere pulite e vedere il loro immediato ambiente naturale migliorato. Tra queste figurano le terme romane dietro la via delle Banche, le colonne romane a ovest della Cattedrale di San Giorgio ed il muro Cananeo-fenicio di fronte al porto di Beirut, non ultime le rovine dell'antica Scuola di Diritto di Beryte distrutta dal sisma del 551, i quali sono sempre oggetto di scavi. Vari fattori hanno reso i lavori di scavo a Beirut molto difficili; infatti, i ruderi sono disseminati qua e la in strati sovrapposti in aree continuamente abitate. Peraltro, i progetti di ricostruzione intrapresi in modo regolare a Beirut distruggono le tracce che rimangono ancora dell' eredita culturale inestimabile di questa citta. L'instabilita politica nella regione e nel Libano durante la guerra (1975-1990) ha ritardato molto le ricerche che si concentrano sul passato di Beirut. Tuttavia, il centro citta di Beirut fu ricostruito dopo la fine delle ostilita. I progetti di ristauro dei cantieri gia esistenti, i lavori di costruzione e gli scavi rappresentavano quindi un'opportunita d'oro che permette agli archeologi di saperne un po' di piu sul passato di questa citta. Del resto, gli scavi intrapresi a Beirut sono di un potenziale tale che possano facilmente figurare tra i piu grandi progetti archeologici urbani del mondo. Gli scavi effettuati nella citta hanno svelato una parte del passato della storia di Beirut le cui radici risalgono fino al neolitico (fine del IV millenario a. C.) all'epoca in cui la citta era ancora solo un porto cananeo. Le orme archeologiche indicano che, come Tiro, Sidone e Byblos le citta sorelle della costa fenicia, Beirut intrattenne relazioni dirette coi faraoni d'Egitto (verso il 2100 – 1200 a. C.); prova ne sia la sfinge di pietra, trovata nel 1926 all'epoca del cantiere di costruzione della Municipalita di Beirut

il Museo Nazionale

Il Museo Nazionale di Beirut costituisce in se un tesoro il cui valore inestimabile riferisce la storia dei popoli e delle antiche civilta del paese. Grazie ai contributi generosi dei settori pubblico e privato, questo museo fu completamente restaurato e riaperto definitivamente al pubblico nel 1999. Dalla sua inaugurazione nel maggio del 1943, esso conserva, restaura ed archivia le proprie collezioni che sono anche una sorgente di conoscenza di grande valore per ricercatori, studenti e turisti, in quanto espone solo delle antichita scoperte nelle regioni libanesi. I suoi tesori nazionali gli conferiscono un segno distintivo rispetto ad altri musei attraverso il mondo. Del resto, questo museo e considerato dagli anni 1960 come uno delle piu importanti istituzioni culturali in Libano. Con l'inizio delle ostilita nel 1975, le collezioni che vi erano esposte furono nascoste al sicuro, ed i larghi pezzi, come i sarcofaghi, colati nei rivestimenti di cemento. Nel 1991, la Direzione Generale delle Antichita decise di riparare, restaurare, inventariare ed esporre tutte le collezioni del museo. I due piani dell'edificio riservano un posto di qualita a mosaici, steli, pezzi rocciosi e sarcofaghi di cui alcuni sono di taglia monumentale. Il museo tiene anche molto conto degli articoli piu raffinati (vasellame, gioielli, e vetreria) che illuminano sotto una nuova luce le relazioni che le citta libanesi mantenevano con le vecchie civilta.

Byblos

Secondo la tradizione fenicia, e piu particolarmente secondo lo storico Filone, Byblos, la sua citta natale fu fondata circa 7000 anni fal dal dio “El”. all'inizio, la citta fu conosciuta in particolare sotto il nome di “Gubla” o “Gebal”; e solo dopo il 1200 a. C. che i greci le diedero il nome di “Byblos” vista la sua importanza in quell'epoca in quanto centro commerciale del papiro (“Bublos” in greco). La sua area iniziale era pero quella di un piccolo villaggio di pescatori, come le provano gli scavi che hanno rivelato i ruderi di capanne neolitiche composte da un solo locale che contiene dei resti di armi e di arnesi.

Verso il 3000 a. C., Byblos conobbe un'espansione urbana massiccia ed un notevole sviluppo commerciale grazie allo sviluppo veloce del commercio marittimo. La citta fu trasformata allora in un incrocio di esportazione di legname da costruzione all'est del bacino mediterraneo. I faraoni scambiavano il papiro, l'oro ed il lino con il legno dei cedri e delle querce del Libano, e questo per costruire le loro flotte navali nonché l'ossatura dei loro palazzi e templi oltre alla fabbricazione di altri articoli funerari con la resina. Grazie a questi scambi, questo periodo fu segnato quindi da una prosperità ed uno sviluppo economico senza precedenti. Parecchi secoli passarono : gli Amoriti conquistarono le regioni costiere e misero a fuoco Byblos, città che hanno piu tardi riorganizzato e ricostruito, riannodando le relazioni commerciali con l'Egitto. I “popoli del mare” venuti dalle regioni situate a nord del Mediterraneo vi si erano insediati pure ed avevano largamente contribuito alla sua fioritura. Nel decorso dello stesso secolo, gli scribi della citta svilupparono un alfabeto fonetico, forma primaria dell'alfabeto fenicio iscritto sul sarcofago di Ahiram, re di Byblos. Lungo il corso dei periodi ellenistico e romano, gli abitanti di Byblos adottarono la cultura ed i costumi greci. I Romani – in quanto ad essi – costruirono grandi templi, terme e altri edifici pubblici che segnarono il paesaggio della citta, perfino quando questa cadde sotto il dominio bizantino. A partire dall'anno 637 della nostra era, la citta conobbe una fase di declino durante il periodo di dominio arabo : Citta generalmente pacifica, l'importanza di Byblos decrebbe considerevolmente col passare dei secoli.

Fu l'eminente orientalista ed archeologo francese Ernesto Renan che riscopri il sito di Byblos durante un giro d'ispezione nella regione. I lavori di scavo intrapresi tra 1921 e 1924 dall'egittologo francese Pierre Montet confermarono l'esistenza di relazioni commerciali tra Byblos e l'antico Egitto. Gli scavi nella parte antica della citta riportarono alla luce parecchie vestigia che rasentano gli edifici moderni. Il castello si trova a nord della citta vecchia: domina il sito archeologico e raggruppa il tempio di “Baalat Gebal” (la Signora di Byblos), il tempio a L, il tempio degli obelischi (spostato piu tardi dagli archeologi al posto attuale), come anche il teatro romano, le vecchie tombe reali ed i bastioni.

la chiesa San Gianmarco

Costruita dai Crociati nel XII secolo dentro le muraglie, a nord-ovest della citta medievale di Byblos, l'antica chiesa di “Geblat” e un edificio di stile romano a tre absidi. Il tetto della chiesa sostiene il campanile composto da quattro colonnine di stile medievale coronato di una piccola cupola. La chiesa e dedicata a San Gianmarco.

il castello dei Crociati

Come a Tripoli, i Crociati avevano occupato la citta, costruendoci nel XII secolo una potente roccaforte con pietre e materiali presi dalle antiche costruzioni romane. Il castello e una struttura imponente composta da cinq torri che delimitano un cortile ed un maschio central che fu aggiunto in un' epoca ulteriore. Dominando i dintorni, l'area del castello ne rivela l'importanza strategica in quanto luogo di osservazione che custodisce il porto e la citta.

byblos oggi

Conosciuta oggi sotto il nome di Jbeil, Byblos è una prospera città moderna, che unisce modernità e tradizione. Il vecchio porto è protetto dal mare da un promontorio roccioso che accoglie ogni anno il “Festival International di Byblos” di musica e di arte.Li vicino, si trovano le rovine della città antica, il castello e la chiesa dei Crociati cosi come il vecchio settore commerciale. Byblos ha anche un suk riservato ai pedoni attraverso il quale si passa dalla modernità all'antichità mentre si visitano le rovine.

Molto tempo di dimensione modesta, Byblos si e largamente ingrandita durante la guerra del 1975-1990 grazie alla delocalizzazione delle attivita commerciali di Beirut verso altre citta del paese. Di queste attivita hanno beneficiato anche gli abitanti della montagna della regione di Jbeil la cui attenzione da allora fu attirata sempre piu da questa citta costiera in piena espansione. I centri di attrazione attuali di Byblos sono il porto millenario ed i siti archeologici, non ultimo il posto di qualita che essa occupa oggigiorno tra le principali citta libanesi nei settori bancari, commerciali e turistici. Inoltre, Byblos conta molti ristoranti, locali notturni e alberghi.

La regione montagnosa di Byblos (Jbeil) racchiude un altro tesoro che e anche d'un valore importantissimo, cioè il villaggio di Hakel in cui si trovano fossili millenari di pesci e di animali acquatici incrostati nelle rocce.

Beiteddine

Esempio tipico di architettura libanese dell'inizio dell'Ottocento, il palazzo di Beiteddine fu costruito nell' arco di trent'anni (1804 – 1840) al tempo dell'Emiro Bechir Chehab II (1767-1850) che aveva ereditato dalla dinastia dei Maans. L'Emiro aveva deciso di lasciare Deir-El-Qamar e costruirsi un palazzo proprio a Beiteddine dove visse con la famiglia fino al suo esilio forzato nel 1840, in seguito alla soppressione dell'Emirato da parte degli Ottomani. Le autorita turche trasformarono il complesso del palazzo in residenza del governatore della regione. Data la sua area strategica, fu occupato dai francesi dopo la Prima Guerra Mondiale i quali lo utilizzarono a fine amministrativo locale.

Nel 1934, il Palazzo di Beiteddine fu classificato monumento storico e fu restaurato dalla Direzione Generale delle Antichita che imprese a rendergli l'originario splendore. Con l'indipendenza del Libano nel 1943, il Palazzo divento la residenza estiva del Presidente della Repubblica. Oggi, coi propri giardini e musei che espongono mosaici trovati sul sito archeologico di Jiyeh, Beiteddine costituisce una delle principali attrazioni turistiche del Libano. Il palazzo racchiude anche un buon numero di articoli di uso quotidiano utilizzati da individui nell'Ottocento e si distingue per la sua splendida architettura interiore.

Il palazzo di Beiteddine e il luogo del Festival di Beiteddine che accoglie ogni anno artisti libanesi e stranieri in un ambiente musicale fiabesco diventato l'appuntamento immancabile dei fan della musica, della danza e del teatro.

il palazzo dell'emiro amine

Ciascuno dei tre figli dell'Emiro Bechir ebbe diritto a un proprio palazzo. Attualmente, il palazzo dell'Emiro Qassim e diruto e si trova su una collina che fronteggia il grande palazzo. Oggigiorno, il palazzo dell'Emiro Khalil e la sede dell'amministrazione locale ed il serraglio di Beiteddine. Quanto al palazzo dell'Emiro Amine, e sporgente su una collina che sovrasta il palazzo di Beiteddine. Fu restaurato mirabilmente grazie agli sforzi del Ministero del Turismo e trasformato in un hotel lussuoso.

il castello di Moussa Al Maamari

Collocato nel cuore della verde montagna di Chouf tra Deir el Qamar e Beiteddine, il castello di Moussa e nato dal sogno di un uomo che ha creduto ciecamente all'adagio: si fa quel che si puo. Il proprietario del castello, Moussa Al Maamari, non lascio che le sue modeste origini ostacolino la realizzazione del sogno d'infanzia, e cioe possedere un castello di stile medievale. Moussa lavoro per un certo periodo in un cantiere edilizio a Sidone poi a Beiteddine, il che gli permise di risparmiare una somma di denaro con cui acquisto un pezzo di terreno, prima tappa di un progetto un po' pazzo che durrera per circa 35 anni. Ogni pietra fu scolpita e tagliata con cura dalle mani di Moussa che si e dedicato a ricostruire scene del quotidiano dei libanesi nel corso della loro storia.

Il visitatore accede al secondo piano per un ponte che scavalca un fossato che aggiunge un tocco di autenticita all'architettura medievale del castello. Una scala a chiocciola permette di scendere al primo piano dove Moussa ha scelto di fare una strizzatina d'occhi al passato, ricreando – tra l'altro – la scena di scuola dove l'insegnante l'aveva punito per avere annerito i suoi quaderni di schizzo di castelli.
Stretti passaggi conducono da un tesoro all'altro fino ad una sala di soggiorno di stile arabo in cui si puo assaporare una tazza di caffe appena macinato secondo il metodo tradizionale su fondo d'una ribeca al ritmo sospiroso e sentimentale. Un vasto spazio e dedicato ad un museo di circa 3000 pezzi di artiglieria e di armi anziane sopravvissuti a tutte le battaglie nella regione dalla preistoria al XX secolo.

baaqline

Villaggio fondato nel XII secolo dagli Emiri Maans e situato ad alcuni chilometri a sud di Beiteddine, Baaqline servi da capitale alla dinastia dei Maans fino all'inizio del XII secolo quando l'emiro Fakhreddine II trasloco a Deir El-Qamar a causa della penuria d'acqua. Il villaggio raggruppa magnifici edifici restaurati, quali il grande serraglio e gli uffici amministrativi dello stato, siti trasformati in biblioteca pubblica, che risalgono ad un periodo anteriore alle due Guerre Mondiali. Il palazzo dello Sceicco Hussein Hamadeh, costruito nel 1591 e situato quasi al centro del villaggio. Nel settore del serraglio ci sono anche edifici religiosi druzi che risalgono al Settecento e Ottocento tra cui i khaluat (luoghi sacri di riunione) ed un Maqam, o tomba. Baaqline e celebre per il suo ricamo e la clama incantevole della sua valle che i gitanti possono esplorare prendendo un sentiero di 12 chilometri, che conduce ad una piscina naturale piu conosciuta sotto il nome di “Berket el Sabbahin”.

Jounieh

E la citta delle antiche civilta ed un centro di affari moderni per l'imprenditore visionario d'oggi. Situata a 15 chilometri a nord di Beirut, questa citta conserva sempre l'impronta del passato col suo vecchio souk di pietra che fu recentemente l'oggetto di un restauro completo. E fiancheggiato da entrambe le parti da caffe e ristoranti che rasentano botteghe, negozi e laboratori d'artigianato, banche, supermercati ed hotel di ogni categoria. Al tramonto, il fascino del giorno si trasforma in scintillio notturno: centinaia di ristoranti, pub e locali notturni sono sparsi lungo la vecchia strada di Maameltein. La regione brulica per tutta la settimana di una gran folla in cerca di divertimento e di buona cucina. Cio non di meno il gioiello della citta, il “Casino del Libano” che ha riannodato col suo splendore di un tempo. Infatti, questo Casino accoglie nei suoi bar e ristoranti di classe internazionale, libanesi e turisti desiderosi di tentare la fortuna nei giochi d'azzardo o di assistere ad un'opera teatrale ed altri spettacoli dati nelle sue sale “Theater Hall”, “Baccara” o “Sala degli Ambasciatori”. Jounieh e dunque un luogo di divertimento di moda, coi propri caffe e negozi che fiancheggiano la strada panoramica e le spiagge. L'ambiente e animato specialmente in estate durante il festival annuale tenuto nel vecchio suk. Un altro tipo di attrazione che seduce sia libanesi che turisti, vale a dire la visita alla Madonna del Libano, questa statua della Madonna che si innalza sulla collina di Harissa. Offre una vista panoramica su Sarba dove si trova il santuario greco Cattolico di San Salvatore chef u costruito sui resti di un tempio romano dedicato a Serapide.

Baalbek

Baalbek (o Heliopolis secondo la denominazione greca) e la piu imponente delle citta fenicie. Infatti, e considerata come il sito archeologico piu importante che risale all'epoca romana in Libano. Collocata all'incrocio di due storiche strade commerciali, la “citta del Sole” era il principale deposito di grano della regione. Baalbek e sicuramente il sito storico piu affascinante coi suoi templi romani di dimensioni colossali, le sue colonne (forse le piu grandi mai erette) e con le sue grosse pietre tagliate che svettano sempre in armonia perfetta col loro ambiente al punto da ingannare l'occhio a prima vista in quanto alle loro dimensioni reali.

Nel periodo romano verso la fine del primo secolo a. C., i templi di Baalbek furono costruiti sui resti di un tempio fenicio che risale al terzo millenario a. C.. Malgrado la mancanza di notizie sull'ambiente immediato, dei suddetti templi in questo periodo, certi elementi indicano che un altare si innalzava al centro di un cortile chiuso costruito durante il primo millenario conformemente alla tradizione architettonica dei siti religiosi semitici della Bibbia. Convertito al cristianesimo, l'imperatore Costantino promulgo nel 313 l'editto di Milano, concedendo di conseguenza la liberta di culto a tutti i sudditi dell'impero ed ai cristiani il diritto di celebrare i loro riti e rituali religiosi a sicuro da ogni persecuzione. Verso la fine del IV secolo, l'imperatore Teodosio diede l'ordine di chiudere i templi pagani e ne trasformo la maggior parte in chiese. A Baalbek, egli ordino la distruzione della grande torre-altare del tempio di Giove e ne utilizzo le pietre per costruire una basilica. A partire dall'anno 636 della nostra era, la citta di Baalbek fu conquistata a piu riprese dagli arabi, gli Ommiadi, gli Abbasidi i Fatimidi ecc., non conoscendo né tregua né prosperita se non sotto il regno dei Mammalucchi. Purtroppo, l'antica Baalbek non riannodo mai col proprio splendore di un tempo a causa dei sismi che devastarono la citta e ne scossero gli edifici. Peraltro, i tempi furono trasformati in fortificazioni durante il Medioevo. Oggigiorno, Baalbek ha nascosto in parte la sua fisionomia originaria grazie agli sforzi di archeologi ed architetti tedeschi, francesi e libanesi.

Nel 1898, la missione archeologica tedesca intraprese i primi lavori di ispezione e di restauro che furono seguiti dalle missioni di ricerche e di restauro piu accurate iniziate dagli specialisti francesi nel 1922 e completate piu tardi dalla Direzione Generale delle Antichita.

Ogni visita a Baalbek deve cominciare dal complesso del grande tempio che comprende quattro sezioni: l'ingresso monumentale o i Propilei, il cortile esagonale, il grande cortile ed il tempio in quanto tale dove le celebri sei colonne si drizzano sempre. Il 1957 fu l'anno in cui si comincio ad organizzare, a Baalbek, il Festival Internazionale annuale di danza, di musica e di teatro all'interno dei templi romani. Infatti, questa tradizione artistica e stata ristabilita negli anni 1990. Oggigiorno, il festival di Baalbek e un appuntamento da non perdere tanto per i dilettanti di musica e di teatro come per gli artisti nazionali ed internazionali.

i propilei

Il termine “Propilei” e composto da due parole greche: “pro” che significo “prima”, e “pylos”, o “portico”. Completati durante la prima meta del terzo secolo della nostra era, i Propilei costituiscono l'ingresso monumentale del tempio di Giove e sono preceduti da un largo semicerchio formato da panche di pietra e da una scala. Le 12 colonne del portico d'ingresso sono incorniciate da entrambe le parti da due torri trasformati piu tardi in bastioni. Oggigiorno, una parte sola della struttura originaria testimonia l'antico splendore di questo edificio. La missione archeologica tedesca intraprese una ricostruzione parziale delle quattro colonne e della suddetta scala che erano state interamente distrutte dagli arabi.

il cortile esagonale

Il cortile esagonale fu costruito da Filippo l'Arabo (III secolo d. C.) tra i Propilei e il grande cortile. Tre ingressi differenti vi permettevano l'accesso dai Propilei, e si puo sempre distinguere la soglia che delimitava il recinto sacro. La corte esagonale costituiva una specie di passaggio tra il recinto sacro e quello comune dove i fedeli erano divisi in base al loro grado religioso. A causa della sua costruzione chiusa in ossequio alle tradizioni religiose locali dell'epoca, il cortile costituiva uno spazio intermedio che concedeva ai fedeli un momento di meditazione prima di accedere gradatamente al santuario. Sotto il regno di Teodosio, una cupola ricopriva il cortile esagonale trasformato in chiesa dedicata alla Vergine Maria. Oggigiorno, questo cortile a cielo aperto misura 50 metri di lunghezza : era all'inizio circondato da 30 colonne di granito che sostenevano la cornice e fasciavano il portico.

il grande cortile

Situato proprio dietro il cortile esagonale, il grande cortile dedicato ai sacrifici racchiudeva i principali impianti del culto ed era chiuso da un elegante portico che cingeva 4 esedre semicircolari. Quasi al centro di questo largo spazio si innalzavano due altari a colonnine riservate ai sacrifici. In quanto alla grande torre che e in rovina quasi totale, essa non appartiene allo stile architettonico romano. La sua funzione era di agevolare l'accesso dei pellegrini alla spianata della torre per vedere il simulacro del dio in una nicchia in fondo alla cella sacra. Le strutture fiancheggiate da due vasche furono distrutte verso la fine del IV secolo e furono sostituite da una basilica che pure fu piu tardi ridotta in un ammasso di rovine. Oggi, nessuna orma rimane di questa basilica e tanto meno delle coperture in legno.

il tempio di giove

Ogni visitatore che arriva al sito di Baalbek e accolto dalla visione che costituiscono le sei colonne corinzie del grande tempio che svettano nel cielo ad un'altezza di 22 metri. Queste colonne formavano una parte del peristilio che era costituito in origine da 54 colonne. Gli archeologi si accordano sul fatto che il grande tempio era dedicato a Giove Hadad. Coi suoi 88 metri di lunghezza per 48 di larghezza, questo tempio del sole fu costruito sotto il regno di Nerone su un podio che sovrasta il cortile di 7 metri ed i campi attigui di 20 metri. Tra le pietre utilizzate per la costruzione del tempio figura il Trilithon (tre pietre giganti che pesano 1000 tonnellate l'una ). Questo ultimo sostiene la cella che ospita la statua di Baal (Giove), il dio del sole.

il tempio di bacco

Costruito accanto al tempio di Giove, il tempio di Bacco fu edificato durante la prima meta del II secolo d. C.. E l'unico tempio nella regione che risale all'epoca romana (II secolo della nostra era) e che rimane in un ottimo stato di conservazione. Il piccolo tempio era dedicato apparentemente al giovane dio di Baalbek, Bacco (Dioniso o Adon), dio del vino e dell'estasi. Questo ultimo e stato identificato alla deita di fertilita che elargiva ai credenti i doni di nascita e di crescita con tante di promesse di rigenerazione e di vita eterna. All'angolo sud-ovest del tempio si drizza la torre Mammalucca che fu la residenza del governatore della citta.

Importante centro romano nell'interno del paese, Baalbek beneficio della costruzione di molti monumenti colossali tra cui le terme, il mercato e la sala del consiglio comunale che furono oggetto di scavi su un sito localizzato a sud dell'Acropoli. Gli archeologi effettuarono parecchie modifiche e ricomposizioni che li spinsero ad accordarsi sul fatto che i monumenti rivestono ancora un valore inestimabile per le loro particolarita storiche ed architettoniche. A sud dell'Acropoli, un sito di scavatura raggruppa i resti di parecchi edifici tra cui un colonnato ricostruiti con la loro trabeazione: sono probabilmente le orme della basilica di Baalbek benche gli archeologi non ne siano ancora assolutamente certi. A sud di questo sito, i resti del teatro o Odeon di cui un lembo del muro e visible dalla strada si stende sempre nel settore attuale dell'hotel Palmyre.

il tempio di venere

A sudest dell' Acropoli si innalza il tempio di Venere, costruito nel III secolo d. C.. La forma circolare della sua cella e unica nel suo genere in Libano. Visti la forma, le dimensioni e l'orientamento verso il grande tempio, parecchi attribuiscono questo tempio alla dea della Fortuna di Baalbek ed alla dea Venere. Nel periodo bizantino, questo tempio fu dedicato a Santa Barbara, padrona di Baalbek fino ad oggi. Accanto a questo tempio si stendono i resti di un tempio adiacente dedicato alle musc.

il museo

Il museo di Baalbek e localizzato nelle gallerie sotterranee proprio sotto il grande cortile del tempio di Giove. Vi sono esposti sculture, statue e oggetti d'arte che risalgono all'Eta di Bronzo e dei periodi ellenistico e romano. Tuttavia, le conquiste piu importanti del museo sono le carte, le fotografie e le spiegazioni relative all'architettura dei templi. Il museo fu inaugurato nel 1998 per commemorare il centenario della visita dell'imperatore Wilhelm II a Baalbek. Infatti, affascinato dal passato della citta, quest'imperatore mando una squadra di archeologi per iniziare gli scavi sul sito; egli finanzio perfino i primi lavori di scavo. Percio, il museo riconoscente gli dedico una sala. Peraltro, il museo organizza un'esposizione di foto che mostrano le vestigia di Baalbek e le tribu beduine della regione, scattate dal fotografo tedesco Herman Burckhardt.

la piu grande pietra del mondo

A pochi chilometri dalla citta di Baalbek c'e una cava da cui furono estratti i trilithon che sevivano alla costruzione del podio del tempio. Data l'importanza che i Romani davano alle pietre di fondazione solida, la cava adiacente forni loro le pietre tagliate piu grandi del mondo, ciascuna pesava piu di 1000 tonnellate e misurava 21,5m x 4,8m x 4,2m. Secondo gli specialisti, occorrevano piu di 40 000 uomini per spostare la pietra dall'area di origine verso il cantiere di costruzione.

Tripoli

Situata a 85 chilometri a nord di Beirut, la citta di Tripoli (o Trablos) si distingue per un proprio stile specifico. Infatti, la ricchezza storica e l'economica prospera ne fanno una metropoli attiva ed ospitale. Data la sua importanza nella regione, particolarmente in quanto seconda citta del Libano, Tripoli e soprannominata la capitale del Nord.

Edifici medievali, compresi i bagni costruiti secondo il modello classico delle terme romane e bizantine, sono disseminati attraverso la citta. I suk ed i khan (caravanserragli) formano un'agglomerazione in costante espansione dove sarti, gioiellieri, profumieri, conciatori e fabbricanti di sapone lavorano in seno ad un ambiente quasi immutato da circa 500 anni.

Abitata dai fenici fin dal IX secolo a. C., la citta conobbe una fioritura innegabile nel periodo fenicio classico in quanto citta portuale. Sotto l'impero persiano, Tripoli divento il centro di una confederazione di citta-stato fenicie di cui Sidone, Tiro e l'isola di Arados.

Il periodo romano testimonio la costruzione di molti monumenti. Tuttavia, un violento terremoto scosse le regioni costiere della Fenicia nel 551 d. C., distruggendo Tripoli e le citta sorelle. Fu solo dall'anno 635 d. C. che Tripoli sboccio come centro di commercio e di costruzione navale sotto la dinastia degli Ommiadi, e come centro di erudizione sotto i Fatimidi.

I Crociati assediarono la citta e la conquistarono nel 1109, provocando la distruzione di molti monumenti tripolitani, compresa la celebre biblioteca di Tripoli, “Dar el-ilm”. Sotto il dominio dei Crociati che duro per 180 anni, la citta era la capitale della “Contea di Tripoli”. Peraltro, Tripoli conobbe un veloce sviluppo sotto i Mammalucchi: le moschee, i bagni ed i caravanserragli costruiti in quest' epoca testimoniano fino ad oggi le particolarita dell'architettura dell'epoca. Tripoli conservo la sua prosperita e la sua importanza commerciale sotto l'impero ottomano (1516 – 1918). Infatti, nuovi edifici vennero ad aggiungersi alla ricchezza architettonica della citta in questo periodo.

la cittadella o roccaforte di sant' Egidio

La cittadella fu costruita nel XII secolo su una roccia che domina la citta. E composta attualmente di una fortezza ottogonale costruita-sotto i Fatimidi, di una chiesa costruita dai Crociati e di vari sottosuoli, sale, bastioni e segrete. A causa della negligenza e dello stato di deterioramento avanzato, la cittadella fu parecchie volte restaurata lungo la storia. I Crociati avrebbero perfino trasformato una parte in chiesa. Oggigiorno, i suoi 140 metri di lunghezza e 70 metri di larghezza testimoniano l'estensione dei lavori di restauro intrapresi all'inizio dell'Ottocento da Mustapha Barbar Agha, governatore di Tripoli.

al-mina

Il quartiere di “Al-mina” e il settore piu vicino al mare. Dal suo nome “Mina” che significa il porto, si puo dedurrne l'importanza rispetto alla citta. circondato una volta da piantagioni di agrumi, oggi, il settore e un porto attivo costruito sui resti dell'antica Tripoli. A nord si drizza Bourj As-Sbaa (la torre dei leoni), simile ad una sentinella per la sua architettura militare. Questa torre fu eretta dall'emiro “Julbann” per difendere la citta dall'invasione dei turchi. Un portico incorniciato di pietre rigate nere e bianche costituisce l'ingresso della torre che da su varie sale ed un terrazzo con una vista magnifica sul porto. Piu in la, a ovest, si trovano i resti di una seconda torre, “Bourj Ras Al-Nahr” (la torre del fiume).

i khan o caravanserragli

I khan occupano un posto importante nel quotidiano dei Tripolitano. La citta conta vari khan importanti tra cui “Khan Al-Khaiatin” , o suk dei sarti, uno degli antichi suk piu vecchi a Tripoli (XIV secolo). Questo caravanserraglio fu costruito con le stesse pietre sull'area di un monumento bizantino e fu incrociato al centro dell'antica periferia commerciale. L'edificio restaurato consiste in un lungo passaggio fiancheggiato da grandi volte. Piu a ovest svetta una colonna di granito incoronato di un capitello corinzio di marmo. Di fronte a questo caravanserraglio c' e “Khan Al-Misriyyin” (caravanserraglio degli egiziani) che e stato costruito all'inizio del Trecento. La sua architettura tradizionale consiste in due piani ed una corte aperta al centro della quale sorge una fontana. Questo khan serviva fin dalla sua costruzione da magazzino ad uso di commercianti e viaggiatori provenienti dall'Egitto. Si puo visitare anche “Khan Ad-Dahab” (suk dei gioiellieri), che si trova all'entrata del quartiere piu attivo della citta, non ultimo “Khan As-Saboun” (caravanserraglio del sapone). Costruito in origine per servire da caserme militari, quest'ultimo e oggi un officina che fabbrica sapone dove sono accatastati i saponi dai diversi forme, colori e profumi.

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L'arrêté du 17/1/1924 N.2385 modifié par la loi N.75 du 3/4/1999 (Articles 2,5,15,49 et 85) stipule: L'auteur d'une oeuvre littéraire ou artistique détient du seul fait de sa création un droit de propriété absolue sur cette oeuvre, sans obligation de procédures formelles. L'auteur de l'oeuvre bénéficiera lui-même de l'exploitation de son oeuvre, il possède le droit exclusif de la publier, et de la reproduire sous quelques formes que ce soit. Qu'il s'agisse ou non d'oeuvres tombées dans le domaine public, seront punis d'un emprisonnement d'un mois à trois ans et d'une amende de cinq millions à cinquante millions de livres libanaises ou à l'une des deux peines seulement, ceux qui: 1-auront apposé ou fait apposé fraudulement un nom usurpé sur une oeuvre littéraire ou artistique; 2-auront, pour tromper l'acheteur, frauduleusement imité la signature ou le signe adopté par un auteur; 3-auront contrefait une oeuvre littéraire ou artistique; 4-auront sciement vendu, recelé, mis en vente ou en circulation l'oeuvre contrefaite ou signée d'un faux nom. La peine sera aggravée en cas de récidive. Copyright DiscoverLebanon.com

 

 


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